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"Non è credibile": Alessandro Di Battista smonta Elly Schlein e il Pd
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“Non è credibile”: Alessandro Di Battista smonta Elly Schlein e il Pd

Alessandro Di Battista ospite della trasmissione Che Tempo Che Fa in giacca nera e camicia bianca

Duro commento di Alessandro Di Battista su Elly Schlein e la credibilità della leader del Partito Democratico anche in ottica elezioni.

Mentre continuano le tensioni nel campo largo con tanto di presunta frase di Giuseppe Conte su Elly Schlein e il Pd, ecco che il Partito Democratico si è trovato a fare i conti con un’analisi molto interessante e pungente di Alessandro Di Battista, ex esponente del Movimento 5 Stelle che ha parlato in televisione non facendosi mancare una dura critica verso le segretaria dem.

Alessandro Di Battista discute con la mano alzata e l'indice puntato verso l'alto
Alessandro Di Battista – newsmondo.it

“Non è credibile”: Alessandro DI Battista sulla Schlein

Alessandro Di Battista ha criticato Elly Schlein e ha messo in discussione il ruolo del Partito democratico nella storia recente della politica italiana. Ospite della trasmissione ‘Accordi & Disaccordi’, in onda sul Nove, l’ex parlamentare del Movimento 5 Stelle ha espresso un giudizio negativo sulla segretaria dem, collegando le proprie riserve alle scelte compiute dal suo partito in materia di lavoro e tutela sociale.

“Io non vedo proprio Elly Schlein credibile e strutturata, è un mio parere personale”, ha affermato Di Battista durante il confronto televisivo. La sua critica non si è limitata alla figura della leader, ma ha coinvolto direttamente la storia politica del Pd e le responsabilità che, secondo lui, avrebbe avuto nelle trasformazioni del sistema economico e sociale italiano.

Di Battista ha individuato nel partito una responsabilità particolare rispetto ai diritti dei lavoratori, soprattutto durante la stagione politica di Matteo Renzi, pur precisando che le sue contestazioni non riguardano soltanto quel periodo. “Il Pd è stato il partito di sistema ed è il partito che maggiormente ha eroso lo stato sociale nel nostro paese”, ha sostenuto Dibba, ponendo interrogativi sulle privatizzazioni e sulle modifiche all’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori.

La critica al Pd e i riferimenti al primo M5S

Da qui deriva anche la sua valutazione sulle possibilità di cambiamento interno: “Io vedo il Pd come un partito irriformabile”. Nel ragionamento dell’ex esponente pentastellato, la costruzione di un’alternativa politica passa dalla capacità di avanzare proposte più nette. “Per vincere le elezioni bisogna essere radicali”, ha dichiarato, criticando inoltre la cautela che, a suo avviso, caratterizza il campo largo su alcuni temi economici. Tra questi ha citato la patrimoniale, sostenendo che i suoi esponenti avrebbero paura di affrontare apertamente l’argomento in televisione.

Nel corso dell’intervento, Di Battista ha allargato poi il discorso al Movimento 5 Stelle guidato oggi da Giuseppe Conte, sottolineando le differenze rispetto alla formazione nata con Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio.

Secondo l’ex parlamentare, ai Cinquestelle attuali manca la novità che aveva contraddistinto gli esordi. Dibba ha ricordato i venti punti del programma “per uscire dal buio” e il ruolo di Grillo, che raggiungeva i luoghi della sofferenza, venendo percepito come una speranza di cambiamento. Da qui il suo invito al Movimento a tornare a parlare quotidianamente di temi concreti e riconoscibili.

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ultimo aggiornamento: 26 Ottobre 2026 10:02

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